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Esistono vini cattivi perché esistono cattivi bevitori

“Ecco ci risiamo”: questo ho pensato quando ho visto l’articolo apparso sul Piccolo di Trieste e nel Messaggero Veneto; per fortuna che le televisioni e i media Nazionali preferiscono porre in risalto altro e quindi i piccoli ed onesti produttori ed amici del Collio, non verranno brutalmente penalizzati da questo ennesimo scandalo.
Ma non è ammissibile che si continui a permettere a qualche furbetto di “Italian style” di arricchirsi e demolire una delle eccellenze Italiane nel mondo. Perché?
Perché produrre tanto e male è più facile?
Perché pensano che tanto il consumatore non capisca nulla?
Perché tanto non se ne accorge nessuno?
Sappiamo e ci sgoliamo da sempre a sottolineare a tutti che la qualità paga sempre, che le scorciatoie per le eccellenze non esistono.
Ahimè le cantine coinvolte sono tante ed i N.A.S. stanno continuando le verifiche, speriamo almeno che i provvedimenti siano esemplari!
Pensate a quanti onesti produttori attaccati al territorio, ed in maniera viscerale alla loro Ribolla o al loro Friulano già così distrutto da ottusi burocrati, corrono il rischio di vedere azzerato il loro lavoro ed anni di lenta costruzione del sinonimo di qualità e serietà.

La cosa che più mi fa pensare è, che alcuni di questi, erano appena stati “segnalati “ tra i migliori dall’ennesimo concorso gestito da giurie con formule che, quanto meno forse andrebbero ripensate. Perché in realtà i grandi, i migliori, non partecipano più a tutta una serie di eventi, proprio perché non vi è una certezza di qualità nemmeno in questo contesto.
E allora non sarebbe il caso di indicare regole precise anche per i concorsi e soprattutto elevare la qualità anche dei giurati?
Io ricordo di aver assaggiato lo scorso anno i vini di una delle cantine implicate e nei vini bianchi che ho assaggiato ho notato subito una poco piacevole pungenza che avevo attribuito ad un uso eccessivo di solforosa, stabilendo che non mi piacevano per nulla e che non era certo un vino da consigliare e tanto meno da avere in una carta vini.
Se vi fosse maggior conoscenza da parte di alcuni operatori, certi vini non sarebbero messi in carta, quindi mi auguro che venga resa prima o poi obbligatoria un minimo di formazione anche per chi lavora nel contesto della ristorazione, sarebbe già un grande passo avanti.

Lato consumatori continua la nostra missione di diffondere la cultura e la conoscenza del vino perchè come affermava una certa persona “Esistono vini cattivi perché esistono cattivi bevitori… “. Quindi se nessuno li acquista più, questi non verrebbero più prodotti e certi produttori cambierebbero mestiere o sarebbero costretti almeno a produrre del vino bevibile.

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