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MADE IN MALGA & MOUNTAIN WINE FESTIVAL 2016

Scritto da: Paola Dallemulle

Nei primi giorni di Settembre  tra  sabato 8 e domenica 11 Settembre 2016 tra le vie del centro di Asiago  65.000 appassionati dei sapori di montagna hanno partecipato a “ Made in Malga”, una manifestazione che vanta della presenza non solo di formaggio ma anche di salumi, confetture, liquori e olio rigorosamente prodotti in montagna.

Ad affiancare questo evento anche quest’anno ha aperto il Salone Internazionale dei Vini di Montagna  e della Viticoltura Eroica che ha visto i sommelier della Fondazione Sommelier Veneto protagonisti nella mescita dei vini e con il loro stile impeccabile hanno comunicato ai partecipanti tutte le notizie relative ai vini serviti nei banchi d’assaggio. Il numero dei partecipanti ha visto un notevole incremento, si è registrato infatti il 30% in più delle presenze rispetto al passato.

130 vini italiani ed esteri in degustazione, tutti vini prodotti ad alta quota e in condizione di forte pendenza provenienti dalla Svizzera, Spagna, Francia, Austria, Slovenia, Germania, Libano, Georgia e Argentina. Vini figli della fatica, del sudore, del lavoro dell’uomo; coltivati in zone  impervie, impossibili da raggiungere coltivati in fazzoletti di terra strappati alla montagna, alle rocce, al mare. Vini che grazie alla volontà, alla passione e alla tenacia di alcuni piccoli produttori non sono stati dimenticati e sono sopravissuti alla fillossera e alla guerra.

Tra  i vini Italiani per citarne alcuni si potevano degustare vini provenienti dalla Costa Amalfitana  dove la vigna è aggrappata alla roccia ed esposta  all’azione del sole e del mare, vini della Valtellina dove i vigneti sono collocati su terrazzamenti, con pendenze fino al  70% protetti dalle gelate invernali, vini provenienti dalla Valle D’Aosta la più piccola regione vinicola con un territorio aspro e montuoso. Ad arricchire le proposte c’erano Spumanti prodotti da Metodo Classico d’alta quota provenienti dal Trentino , dall’Alto Adige , dalla Valle D’Aosta e dalla Sicilia particolari per ricchezza di sfumature ed equilibrio tra gusto e olfatto.

Continuando il nostro piccolo viaggio sono stati inoltre proposti vini eroici spagnoli dai territori impervi della Galizia, Priorato, Asturie e Paesi Baschi dove le uve maturano sostenute da chilometri di terrazzamenti, 8000 solo nella Galizia, e la composizione del terreno varia  in modo significativo contribuendo ad una grande diversificazione.

Non sono mancati i vini tedeschi d’altura, quali i profumatissimi Riesling, dove è notevole l’escursione termica tra giorno e notte e  l’inclinazione del vigneto  a queste latitudini, è un elemento essenziale per garantire la corretta maturazione dell’uva. Un mondo tutto da scoprire tra acidità e dolcezza.

Ma la novità in assoluto di quest’anno sono stati i vini provenienti dalla Georgia e dal Libano, Stati ancora non troppo conosciuti a livello vitivinicolo. La Georgia sembra essere il luogo dove  si sia originata la viticoltura, e sia qui nato il metodo di vinificazione in anfore di terracotta. Due sono i vitigni considerati di qualità eccezionale:  Saperavi vitigno a bacca rossa e il bianco Rkatsiteli resistente al freddo, entrambi vini di spiccata acidità.

La produzione libanese invece è legata alla vinificazione di varietà internazionali dal quale  si ottengono con metodi naturali vini assolutamente unici al primo impatto disorientanti, ma di grande personalità.

La manifestazione prevedeva anche un calendario di laboratori con approfondimenti e degustazioni tematiche guidate da esperti. L’evento è stato curato e realizzato dal “ Guru del Gusto”con il patrocinio del comune di Asiago e la collaborazione dei Sommelier di Fondazione Italiana che hanno saputo regalare emozioni con estrema professionalità.

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