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L’ARTE DELL’AMARONE

Prendi una città, ma non una città qualsiasi, una città che tutto il mondo ci invidia, Venezia, prendi uno dei tanti palazzi storici che caratterizzano Venezia, Cà Vendramin Calergi, lo storico Casino’  affacciato sul Canal Grande, prendi un vino, ma non un vino qualsiasi, un vino conosciuto in tutto il mondo, che compete con i più grandi bordolesi e che nasce nei dintorni dell’Arena, l’Amarone della Valpolicella, e con tutti questi ingredienti crea un evento. Non può che essere un successo!

La manifestazione, alla sua seconda edizione, organizzata dalla Fondazione Sommelier Veneto ha accolto nelle sale del Palazzo Le Famiglie dell’Amarone d’Arte, l’associazione composta da 13 produttori, che fanno storicamente vino nel cuore della Valpolicella e che pensano all’Amarone come frutto delle conoscenze e del saper fare di produttori storici e dedicati, con solida tradizione e radicamento sul territorio.

L’Amarone d’Arte è prodotto con sensibilità artigianale e implica: scelta di vigneti altamente vocati, viticoltura di qualità, accurata selezione delle uve, lungo appassimento e adeguato invecchiamento in nobili legni” (tratto dal manifesto delle Famiglie dell’Amarone).

L’Associazione è nata nel 2009, proprio in contrapposizione e in polemica con il Consorzio di Tutela che non garantirebbe – a detta delle Famiglie – elevati standard qualitativi richiesti da una vera e propria griffe enologica come l’Amarone. La contrapposizione tra associazione delle Famiglie e Consorzio di Tutela della Valpolicella aveva avuto la sua escalation dopo la modifica del disciplinare di produzione dell’Amarone Docg da parte del Consorzio col quale era stata estesa ad aree di pianura (precedentemente escluse) la zona di produzione del celebre vino veneto. In quell’occasione le Famiglie dell’Amarone d’Arte insorsero contro la decisione del Consorzio che – a loro giudizio – avrebbe potuto pregiudicare la qualità del brand veneto, fino ad arrivare al loro distacco e alla creazione della nuova Associazione.

A questa appartengono aziende storiche della Valpolicella: Allegrini, Begali, Brigaldara, Guerrieri Rizzardi, Masi, Musella, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant’Antonio, Tommasi, Torre d’Orti, Venturini e Zenato, che hanno adottato un regolamento rigido per mantenere elevate le qualità dei loro nobili vini, unendo il loro  patrimonio artigianale di  produzione tradizionale.

Ad Amaron’è si sono potuti degustare i vini della zona Classica ed anche qualche eccezionale Riserva, ai banchi d’assaggio annate ancora giovani, 2009, 2010 e 2011 ma con personalità ben definite, che promettevano grandi emozioni se lasciati riposare ancora qualche anno. A confermare questo, la verticale di Amarone condotta da Massimo Billetto docente della Fondazione Italiana Sommelier, dei produttori della Famiglia dell’Amarone d’Arte dove l’annata 2007 ha avuto un palcoscenico di  degustatori che hanno ampiamente apprezzato le varie caratteristiche e sfumature dei diversi vini proposti.

 Ai banchi d’assaggio non potevano mancare le famose Grappe ottenute con le vinacce di Amarone, come pure l’Olio Extra Vergine di oliva che viene prodotto nelle zone attorno al Lago di Garda, dove l’ulivo ha una naturale vocazione ed infine rappresentativo del territorio veronese anche il Consorzio di Tutela della I.G.P. Riso Nano Vialone Veronese.

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