Antiche cantine

Villa Sandi: Storia, Arte, Vino

L’evento inaugurale della FIS di Treviso si svolge nella splendida cornice di Villa Sandi, una delle Aziende di maggiore pregio e fascino del comprensorio del Prosecco e del Montello.

PresentazioneLa presentazione della serata, da parte del fiduciario Romina Bonotto, e dell’Azienda, da parte del titolare Giancarlo Moretti Polegato, introduce la degustazione, condotta dal presidente regionale Raul d’Alessandro, di tre vini di punta di Villa Sandi: Cartizze DOCG “La Rivetta”, Metodo Classico “Opere”, “Corpore” 2011.

Ogni vino è inquadrato facendo riferimento al suo significato più profondo per la stessa filosofia Aziendale, ed è inserito, con l’aiuto dell’enologo Stefano Gava, nel contesto specifico del terroir di origine: concedendo infine il giusto spazio alla descrizione organolettica attraverso un linguaggio preciso ma comprensibile anche per non addetti ai lavori.

Attraverso questa impostazione, si delineano chiaramente:

– l’esclusiva ricchezza del Cartizze, eccellenza all’interno della più vasta DOCG Conegliano Valdobbiadene, con la caratterizzazione del ristretto territorio che, per condizioni pedologiche e microclimatiche, da vita a questo vino;

– il valore culturale di un metodo classico “made in veneto” nato a fianco di tante bollicine autoctone che già caratterizzano la regione: “Opere” rappresenta di fatto il primo spumante immesso sul mercato secondo disciplinare, segno evidente di ricerca ed innovazione che contraddistinguono Villa Sandi;

– lo spessore enologico del Corpore: taglio bordolese diventato negli anni un merlot in purezza, figlio di rese severe di stampo “francese” (55 q.li/ha) vinificato con la consulenza di Cotarella: un vino che sa esaltare al massimo le caratteristiche vocazionali, non sempre note al grande pubblico, del terroir unico, costituito da argille residuali rosse che caratterizzano le pendici del Montello.

 

degustazioneDalla sala di degustazione ci si sposta verso la Villa, di evidente stampo post-palladiano, inzio sec. XVII , attraversando le antiche cantine sotterranee oggi adibite a barricaia e percorrendo i lunghi cunicoli costruiti durante la prima guerra mondiale per collegare la Villa, sede di comando militare, alle trincee di prima linea sul Piave, che dista circa 500 m in linea d’aria. Scoperte casualmente durante i lavori di restauro, impostate su due livelli e con vari locali e diramazioni, sono state consolidate e rese agibili: una parte di esse oggi costituisce la cantina di affinamento dello spumante metodo classico.

Alla visita al piano nobile segue, nel piano seminterrato, il buffet conviviale con la possibilità di incontrare altri vini dell’Azienda. Su tutti merita particolare menzione il “Tardo”, vino secco da uve Sauvignon Blanc raccolte in leggera surmaturazione. Il varietale vegetale domina netto all’olfatto, risultando però decisamente fine, impostato su fondo di frutta matura ed esotica. Il sorso è potente e rotondo, sapido, restando al tempo stesso agile nella sua freschezza.

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