pinocchio

Il fumo lento e gli artigiani del gusto

Tutto è nato dalla telefonata di un carissimo amico.

Stefano Fanticelli, appassionato dei piaceri lenti e di qualità, mi chiama un venerdì pomeriggio di metà maggio, facendomi una proposta che non posso rifiutare. Lui mi conosce bene e sa che accoglierò con entusiasmo la sua idea. Organizzare un evento dove sigaro, cibo, liquido odoroso, distillati e cioccolato siano protagonisti di un’orchestra del gusto all’insegna della condivisione e della piacevolezza. Questi prodotti sono legati da un filo invisibile che li rende l’uno il complemento dell’altro. Ciò che li accomuna è la natura, ciò che li rende speciali è la mano dell’uomo capace di custodire, trasformare ed esaltare le migliori qualità di una materia prima. Il nostro compito è scegliere in modo responsabile il prodotto buono e sincero creato da un artigiano attento e rispettoso che sa essere al tempo stesso passionale e professionale. Utilizzando la nostra curiosità e attraverso un grande desiderio di conoscenza dovremmo cercare attorno a noi uomini e donne veri che coltivano, raccolgono, allevano, trasformano e cucinano con entusiasmo, sacrificio e sensibilità. Scoprire che dietro ad ognuno di loro si celano storie, memorie, desideri, paure e piaceri, ci aiuta a comprendere fino in fondo un prodotto. Credendo fermamente nelle sinergie e nella trasversalità dei temi ho scelto il luogo e i protagonisti della serata; Antica Osteria al Castello, locale storico immerso nelle colline di Gambellara, dove Paola, Stefano e Walter con la loro dedizione quotidiana trasmettono il concetto di famiglia e passione gastronomica. Il loro segreto si fonda sulla profonda conoscenza delle materie prime, sulla ricerca costante di quelle eccellenti e su di una grande attenzione nel portare in tavola sapori genuini senza mai stravolgerli.

La bollicina e Stefano Menti: ci sono persone che si sorprendono quando si abbina un metodo classico ad un sigaro, ma non è poi un così strano abbinamento. Io l’ho imparato da Stefano Fanticelli qualche anno fa, ascoltando e degustando insieme a lui nello stand del Toscano al Merano Wine Festival. Ecco perché ho chiesto a Stefano Menti di allietarci con il suo spumante Lessini Durello Omomorto 2011 con 25 mesi sui lieviti, 97% durella, 3% garganega come liqueur. Stefano, erede di Giovanni Menti, che ha dato il nome all’azienda, coltiva le sue vigne sul territorio vulcanico di Gambellara con responsabilità e in modo naturale. Tutti i suoi vini sono vinificati con lieviti indigeni e con il minimo interventismo.

Quando affermo che in Italia abbiamo il più grande distillatore del mondo non penso sia un esagerazione. Veronelli definì Gianni Vittorio Capovilla” il più nobile dei nobili tra i distillatori”; la sua passione, l’intraprendenza e la determinazione lo hanno portato a creare qualcosa di unico, e per la serata ci ha messo a disposizione quattro distillati, diversi tra loro, ma capaci di spiegarci la sua rigorosa filosofia di produzione. Si potrebbe pensare che quattro distillati dopo una cena con qualche bicchiere di vino possano essere difficili da affrontare. Non è così. Se un distillato è autentico ne basta un goccio, e quelli di Gianni lo sono. Materie prime eccellenti associate alla sua metodologia di distillazione garantiscono al prodotto di mantenere inalterate le caratteristiche di profumo, aroma e gusto.

In una serata così non poteva mancare Marco Colzani, agronomo, enologo, pasticcere e bravissimo cioccolatiere. Il cioccolato, che passione! Ma solo se è artigianale ed autentico; e quindi un altro tassello di questo incredibile mondo enogastronomico prende posto nel mio puzzle. Ormai esistono pochissimi artigiani che producono cioccolato a partire dalla materia prima, cioè dalle fave di cacao, e Marco ha deciso di andare alle origini; dalla Brianza ai paesi tropicali per scoprire cosa si nasconde nelle piantagioni di cacao. Attraverso prove, sperimentazioni, abbandoni e soddisfazioni nasce il cioccolato C-Amaro. Il suo prodotto è puro, fatto solo con fave di cacao e zucchero di canna, l’unico modo per esprimere a pieno le qualità aromatiche del cacao. Chi ama il fumo lento non può farsi mancare queste perle sensoriali che gratificano la il palato e la mente.

Se ci si mette in una condizione di ascolto con la voglia di sperimentare ci si accorge che un prodotto non è mai fine a se stesso. Solo giocando con gli abbinamenti ogni manufatto viene valorizzato ed esaltato lasciando nella nostra memoria un’esperienza gustolfattiva unica.

La Fondazione Italiana Sommelier Veneto ha creduto fin da subito in questa serata, ha partecipato con entusiasmo e mi ha dato l’occasione per scrivere quest’articolo.

 

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