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Bere bene e campare cent’anni

Scritto da: Simone Marchina

È una splendida giornata di piena estate quando il 10 di Agosto ho deciso di fermarmi a Serdiana in provincia di Cagliari e ho scoperto l’eredità lasciata da Antonio Argiolas non solo alla sua famiglia ma anche alla sua terra, la Sardegna.

La storia dell’azienda Argiolas inizia 70 anni fa in questo piccolo paese sviluppato sulle dolci colline di Serdiana. È proprio qui che il Sig Antonio inizia la prima vendita di “scricchillonis”, quei piccoli grappoli d’uva che restavano sulla vite al termine della vendemmia.

La passione e l’amore per i frutti di questa terra lo faranno viaggiare, scoprire nuovi mondi, nuova gente. E sarà questo coraggio e questa dedizione per il suo lavoro che lo aiuteranno a trasformare il suo “rosso in banca” in uno dei rossi più significativi della Sardegna: il Turriga.

Oggi l’azienda è diventata grande, grazie anche ai fligli Franco e Giuseppe che con Giacomo Tachis e Mariano Murru  saranno il simbolo del rinnovamento e della ricerca e faranno dell’azienda Argiolas un esempio di tradizione e modernità.

Chissà quante volte in questa cantina il Sig Antonio brindando nelle occasioni di festa avrà detto “a kent’annos”, quella formula bene augurante sarda che significa “a cent’anni”,  perché è proprio da questa frase che prendo spunto per ricordare che la Sardegna è terra di centenari. L’università di Sassari con il progetto AkeA, ha dimostrato che in questa regione nel corso degli anni hanno vissuto più di 3000 centenari, tra i quali il Sig Antonio, e che tutti loro son accomunati tra i diversi fattori di longevità anche da una piccola sana abitudine: bere con moderazione il Cannonau.

Oggi l’azienda Argiolas ha voluto celebrare questo primato con “Senes” il nuovo vino Cannonau Riserva, che porta nel suo nome e nella sua etichetta, che rappresenta il genoma umano, il giusto tributo alla longevità dei sardi.

Il frutto nasce nelle tenute di Sisini, terre di marne calcaree esposte ai venti di maestrale e soggetti a forti escursioni termiche tra il giorno e la notte. Condizioni che consentono di ottenere un prodotto elegante, fine, ricco di aromi, di grande equilibrio e complessità.

Ma per l’azienda Argiolas la ricerca ha un peso importante, soprattutto se destinata alla produzione di prodotti d’eccellenza. Grazie al progetto Vinex, oggi è possibile esaltare maggiormente il profilo aromatico delle uve.

Merì è il frutto di questo progetto, un Vermentino che vede le proprie uve raccolte anticipatamente per preservarne il bagaglio aromatico e refrigerate sul campo. Proprio così. Grazie alla costruzione di un nuovo camion coibentato si sfrutta il mosto di sgondro proveniente dal cantiere di raccolta, per raffreddare le masse di uva. Questo permette alle uve di arrivare in cantina ad una temperatura compresa tra i 7 e  10 gradi e preservarla da eventuali processi di ossidazioni o di fermentazione.

Il vino che ne deriva è incredibilmente ricco di note olfattive. Le note agrumate e floreali sono decise, così come la mineralità si rivela la vera nota dominante. L’anticipazione di un vino che al palato si presenta molto fresco e sapido. Equilibrato e di grande finezza.

Ringrazio lo staff di Argiolas nonché colleghe di F.I.S. della delegazione di Cagliari che mi hanno accompagnato in cantina a degustare questi incredibili prodotti.

“Akent’annos”… magari facciamo un po’ prima, meglio al prossimo anno.

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